Il Rapporto MobilitAria 2026 (Kyoto Club – CNR) fornisce una valutazione sistemica delle politiche di mobilità nelle principali città italiane, con riferimento agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al quadro normativo europeo.
Infografica Rapporto MobilitAria 2026 — Mobilità urbana e qualità dell’aria nelle grandi città italiane
- Più investimenti nel trasporto pubblico non inquinante (tramvie, metro, busvie)
- Accelerare l’elettrificazione del parco veicolare privato e pubblico
- Sviluppare reti ciclabili e pedonali sicure in tutte le città
- Recepire la Direttiva UE 2881/2024 sulla qualità dell’aria entro dic. 2026
- Espandere Zone a Basse Emissioni e Città 30 km/h
- Piano Sociale per il Clima per ridurre la povertà di mobilità
- Logistica urbana sostenibile: cargo bike e micro-hub a zero emissioni
- Strade scolastiche per sicurezza e mobilità attiva dei bambini
Evidenze principali
1. Qualità dell’aria – segnali di miglioramento
- Riduzione dei valori medi annuali di NO₂ e PM10 nelle aree urbane
- Persistenza di criticità nei superamenti giornalieri di PM10, con impatti sanitari ancora rilevanti
Indica un miglioramento progressivo, ma non ancora strutturale
2. Modal split sbilanciato sull’auto privata
- L’Italia mantiene uno dei più alti tassi di motorizzazione in Europa
- Quota modale dell’auto dominante negli spostamenti urbani
Criticità chiave rispetto agli obiettivi di riduzione emissioni e congestione
3. Trasporto pubblico locale (TPL) – gap infrastrutturale e competitivo
- Offerta e qualità del TPL non omogenee tra città
- Ritardi in:
- rinnovo flotte (elettrificazione)
- capacità e capillarità del servizio
Il TPL non riesce ancora a rappresentare una reale alternativa all’auto
4. Mobilità attiva e ciclabilità
- Sviluppo delle reti ciclabili ancora discontinuo e non integrato
- Diffusione limitata della logica delle “città 30” e dello spazio pubblico multimodale
Il potenziale della mobilità attiva resta sottoutilizzato
5. Elettrificazione e transizione energetica
- Avanzamento della mobilità elettrica ancora disallineato rispetto ai target UE
- Ritardi nello sviluppo di:
- infrastrutture di ricarica
- politiche di accompagnamento alla domanda
Transizione in corso, ma non ancora scalata
6. Divari territoriali
- Differenze marcate tra:
- città del Centro-Nord → performance migliori e maggior integrazione multimodale
- città del Sud → maggiore dipendenza dall’auto e minori alternative
Problema sistemico di equità territoriale
Lettura complessiva
Il report evidenzia un sistema in transizione incompleta:
- miglioramenti ambientali incrementali
- ma ritardi strutturali su governance, infrastrutture e cambiamento modale
La traiettoria attuale risulta non pienamente allineata con:
- target climatici europei (Fit for 55)
- obiettivi di mobilità sostenibile al 2030
Implicazioni operative (policy & planning)
Per colmare il gap, il report indica la necessità di:
- rafforzare il TPL ad alta capacità e zero emissioni
- accelerare su integrazione modale (TPL + sharing + micromobilità)
- implementare politiche di demand management (ZTL evolute, pricing, regolazione accessi)
- investire in reti ciclabili continue e sicure
- ridurre i divari territoriali attraverso politiche nazionali mirate
Conclusione
Il sistema italiano mostra segnali di miglioramento, ma la mobilità sostenibile resta frenata da criticità strutturali: senza un’accelerazione delle politiche integrate, il raggiungimento degli obiettivi europei appare a rischio.
Sul sito del CNR il link al rapporto completo e allegati: