In bici – scendere dall’auto si può
bicicletta

La bicicletta è il mezzo più efficiente, veloce, economico, salutare ed ecologico tra tutti quelli disponibili. Pedalare è divertente, meno faticoso che camminare o aspettare a lungo i mezzi pubblici e permette un’assoluta libertà di spostamento, riducendo le distanze percorse, evitando le strade trafficate, rumorose e sature di smog.

“La bicicletta è lo strumento perfetto per far corrispondere l’energia metabolica dell’uomo all’impedenza della locomozione.”
– Illich, Ivan. 2017. Elogio Della Bicicletta. edited by F. La Cecla. Torino: Bollati Boringhieri.

Allora perché ci sono ancora resistenze ad un utilizzo quotidiano della bicicletta?

I fattori principali sono di carattere culturale. L’auto rappresenta un modello identitario e di consumo consolidato nell’ultimo secolo. Alla guida e al possesso di un’auto sono legati valori come il successo, la forza, lo status symbol. Ma ancora più importante è il tema della sicurezza e della comodità d’uso. La bicicletta è percepita come un mezzo pericoloso e scomodo da utilizzare. In gran parte questa percezione si basa su dati mal interpretati e luoghi comuni e questa pagina intende fornire informazioni utili a inquadrare il tema nella giusta prospettiva. Superata una certa soglia di confidenza, tutti coloro che si sono avventurati in questo cambio di stile di vita sono diventati sostenitori della bicicletta. Certo la presenza di infrastrutture per la ciclabilità come piste o corsie ciclabili, rastrelliere, mezzi pubblici adibiti al trasporto della bici, renderebbe ancora più facile e conveniente l’uso di questo mezzo straordinario e per fortuna la sensibilità sul tema e le iniziative stanno aumentando. In questa pagina forniremo qualche notizia e un piccolo vademecum per  facilitare la decisione di cambiare stile di vita, abbandonare l’auto e utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto privilegiato per raggiungere la Sapienza.

La bici e i luoghi comuni

Sicurezza. La bici è pericolosa?

Con semplici accorgimenti e un po’ di esperienza i rischi si possono ridurre a zero. Rispettare i segnali stradali, mantenere la destra (non troppo vicino alle auto parcheggiate però), segnalare sempre prima di svoltare e fermarsi ai semafori rossi, ecc.. Se si rispetta il Codice della Strada i rischi non sono maggiori di quelli che si corrono alla guida uno scooter o di un’auto. Indossare una giacca ad alta visibilità o fascette riflettenti è un’altra buona prassi.  Se si ha una bici pieghevole per i tratti più trafficati si può usare un mezzo pubblico.  Indossare sempre il casco quando si va in bicicletta, ma soprattutto studiare bene il percorso per scegliere quello più protetto e meno esposto al traffico. Se la strada è troppo trafficata si può sempre scendere e condurre la bici a mano sul marciapiede e scegliere un altro percorso.

“I rischi di incidente costituiscono il solo svantaggio teorico della bicicletta. Ma qual è la situazione effettiva? È dimostrato ormai che, per alcune classi di età, l’automobile rappresenta un rischio globale nettamente superiore alla bicicletta e che le ripercussioni positive della bicicletta sulla salute e la qualità della vita superano di gran lunga gli anni di vita persi negli incidenti… Ciò detto, qualsiasi politica a favore della bicicletta deve ridurre al minimo i rischi per i ciclisti. Con quali mezzi? Le piste ciclabili sono sempre sinonimo di sicurezza? L’esperienza di numerose città e le ricerche scientifiche dimostrano che si può garantire la sicurezza dei ciclisti anche sulla carreggiata.”  Tratto da CITTÀ IN BICICLETTA – PEDALANDO VERSO L’AVVENIRE, redatto da Commissione Europea. Il principio della Safety in numbers, ovvero più ciclisti e più sicurezza: Esiste una correlazione diretta tra ciclabilità e riduzione dell’incidentalità, che a sua volta porta a un ulteriore aumento dei ciclisti. Ci sono meno incidenti tra auto e gruppi di pedoni e ciclisti dove la presenza di queste ultime categorie di utenti della strada è maggiore, in quanto gli automobilisti adattano i loro comportamenti in base alla presenza, più o meno “importante” di altri utenti della strada.  Raddoppiando il numero dei ciclisti, il rischio di incidenti per km si riduce del 34% mentre se il numero si dimezza, il rischio di incidenti aumenta del 52%. fonte: Jacobsen, Peter Lydon, Injury Prevention 9 (2003) 

Velocità: Achille raggiungerà la tartaruga?

Nel 2020, il 54% dei romani ha infatti utilizzato la propria vettura per percorrere non più di 6 km e il 58% di loro l’ha impiegata per viaggi che non superano più dei 15 minuti di percorrenza (fonte datamobility Analisi singola città: Centro – Data Mobility | Mobilità | Trasporto Pubblico | Big Data). Una mobilità di prossimità. In bicicletta la velocità media è  tra i 12 e i 18 km/h. percorrere 5 km per recarsi in ufficio richiede senza sforzo tra i 15 e i 20 minuti, tempo comparabile con quella dei mezzi pubblici. La velocità media dell’auto nei tratti urbani è di 26 km/h e di 31 km/h per le moto. Le due ruote hanno comunque il vantaggio di permettere spostamenti door-to-door senza perdere tempo in lunghe ricerche di parcheggio. Aggiungendo il tempo per la ricerca del parcheggio al tempo effettivo del trasferimento, la velocità media dell’auto nei tratti urbani crolla a livelli comparabili, se non peggiori in certe occasioni, a quelli della bicicletta.

Comfort: impariamo a pedalare

“Sono fuori forma” È una delle scuse più usate per evitare di provare la bicicletta. In realtà per il pendolarismo a pedali non serve alcun allenamento specifico. Pedalando  ad un ritmo tranquillo; in poche settimane si raggiunge una forma ideale . Provare in un weekend a percorrere in bici la strada per arrivare al posto di lavoro, e studiare il percorso più facile è utile a rendersene conto immediatamente. “Non posso farmi la doccia” È un altro luogo comune. La maggior parte dei ciclisti pendolari non ha bisogno di farsi la doccia; Pedalando con naturalezza regolando l’altezza della sella correttamente, non si perde tempo e si evita sudare rimanendo freschi ed asciutti.  “In ufficio devo vestire elegante”. Basta un minimo di organizzazione tenendo in ufficio dei vestiti di ricambio. Qualche piccolo accorgimento, unito all’esperienza, eviterà di rovinare il proprio look: invece di piegare gli indumenti, provare ad arrotolarli ad esenpio. “Devo fare delle commissioni” Un portapacchi e borse sulla bici possono aumentare notevolmente la capacità di carico. La facilità di parcheggio e la maggiore velocità renderanno il giro sicuramente più veloce e meno faticoso rispetto all’usare l’auto

Salute: avere dieci anni di meno

Pedalare è un’attività fisica a basso impatto, non usurante per le articolazioni, perfetta per i neofiti. Pedalare fa sentire più giovani e riduce lo stress. Gli esperti di salute concordano: chi va in bicicletta regolarmente ha una forma fisica pari ad una persona più giovane di 10 anni. Con un’ora di pedalata su una strada pianeggiante, ad una velocità di 18 miglia orarie (28 km/h), si bruciano 555 calorie. (dalla guida bike to work a cura di ciclomobilisti.it)

I dati e studi sul tema sono numerosi basta fare qualche veloce ricerca su Google.

Economia: un salvadanaio a due ruote

Nessuna spesa per carburante. Nessun costo di parcheggio. Nessun bollo né assicurazione. Questo se si decide di dare via l’automobile a favore di un uso esclusivo della bicicletta. Anche solo utilizzando saltuariamente la bicicletta al posto della macchina si hanno notevoli risparmi economici. È stato calcolato che utilizzare la bici 3 volte a settimana al posto dell’automobile per andare al lavoro permette un risparmio di 15-20 euro al mese (considerando solo i costi diretti per un percorso medio di 5-6 Km; su percorsi più lunghi il risparmio aumenta) e, rispetto alla moto, di 10-15 euro al mese. Forse non è chiaro a molti, ma per mantenere un’auto (considerando le spese necessarie per uso e manutenzione di una utilitaria) si spende dal 15 al 20% del proprio reddito. Vale dunque la pena di riconsiderare attentamente il risparmio valutando la propria situazione e il numero di auto in famiglia
Un ciclista urbano che pedala per 8 km da casa all’ufficio e ritorno, 4 giorni a settimana, risparmia 3220 km alla guida di un’auto, 380 L di benzina e 750 kg di CO2. fonte: ecf.com

Il risparmio annuo è stimabile tra 1.200 € e i 3.000 €